PREGHIERA DELL'AVIATORE

La preghiera dell'aviatore viene recitata nelle cerimonie militari solenni che riguardano la Forza Armata o i suoi appartenenti. Il testo, la cui versione originale si deve a Vittorio Malpassuti, modificato dopo la proclamazione della Repubblica Italiana, è il seguente:

« Dio di potenza e di gloria,

che doni l'arcobaleno ai nostri cieli,

noi saliamo nella Tua luce per cantare,

con il rombo dei nostri motori,

la Tua gloria e la nostra passione.

Noi siamo uomini,

ma saliamo verso di Te,

dimentichi del peso della nostra carne,

purificati dei nostri peccati.

Tu, Dio, dacci le ali delle aquile,

lo sguardo delle aquile,

l'artiglio delle aquile,

per portare, ovunque Tu doni la luce,

l'amore, la bandiera, la gloria

d'Italia e di Roma.

Fa, nella pace, dei nostri voli

il volo più ardito: fa, nella guerra,

della nostra forza la Tua forza,

o Signore, perché nessuna ombra

sfiori la nostra terra.

E sii con noi,

come noi siamo con Te,

per sempre. »


Il suo testo è scritto su una targa in bronzo presso Palazzo Aeronautica, sede dello Stato Maggiore dell'Aeronautica in Roma.

 

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